Il regista coratino premiato insieme a Jacopo Del Giudice e Milo Tissone per La valle dei sorrisi. Il suo nome entra in un albo d'oro che comprende Federico Fellini, Nanni Moretti, Massimo Troisi, Gianni Amelio e Roberto Benigni D
Da Corato a uno dei palcoscenici più prestigiosi del cinema italiano. Paolo Strippoli ha vinto il Nastro d’Argento per il miglior soggetto con La valle dei sorrisi, condividendo il riconoscimento con Jacopo Del Giudice e Milo Tissone.
Il soggetto è stato premiato dai Giornalisti Cinematografici Italiani, distinguendosi tra le migliori proposte in concorso per la sua straordinaria forza narrativa e la sua visione originale.
Il premio è stato assegnato nell’ambito dell’ottantesima edizione dei Nastri d’Argento, storici riconoscimenti attribuiti dai giornalisti cinematografici italiani. Un risultato particolarmente significativo per Strippoli, che conferma la crescita di uno degli autori più interessanti della nuova generazione del cinema di genere italiano.
Con questa vittoria, il cineasta coratino entra nel prestigioso albo d’oro degli autori premiati per il miglior soggetto. Una categoria conquistata nel corso della storia da registi e sceneggiatori che hanno segnato profondamente il cinema italiano.
Tra questi figura Federico Fellini, premiato insieme a Ennio Flaiano per 8½ e con Tonino Guerra per Amarcord. Il Nastro è stato assegnato anche a Nanni Moretti per Ecce bombo, a Massimo Troisi per Ricomincio da tre e a Gianni Amelio per Colpire al cuore. Nel 1998 furono invece Roberto Benigni e Vincenzo Cerami a riceverlo per il soggetto de La vita è bella.
Nomi e titoli che permettono di comprendere il valore del traguardo raggiunto da Strippoli, chiamato ora a condividere un riconoscimento già attribuito ad alcune delle personalità più autorevoli della nostra cinematografia.
Nato a Corato nel 1993, Paolo Strippoli ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo proprio in Puglia, prima di laurearsi in Arti e Scienze dello Spettacolo all’Università “La Sapienza” e diplomarsi in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.
Dopo diversi cortometraggi e alcune esperienze come assistente alla regia, ha esordito nel lungometraggio dirigendo con Roberto De Feo A Classic Horror Story, produzione originale Netflix. Ha successivamente firmato Piove, consolidando una ricerca cinematografica capace di utilizzare l’horror e il fantastico per indagare paure, tensioni e contraddizioni della società contemporanea.
Il percorso è proseguito con La valle dei sorrisi, presentato fuori concorso all’ottantaduesima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Interpretato, tra gli altri, da Michele Riondino, Romana Maggiora Vergano, Paolo Pierobon, Roberto Citran e Giulio Feltri, il film racconta una comunità montana apparentemente serena, all’interno della quale si svolge un inquietante rituale legato alla possibilità di liberarsi dal dolore.
Strippoli, Del Giudice e Tissone hanno costruito un soggetto che utilizza gli strumenti del cinema di genere per riflettere sulla fragilità dell’identità, sul lutto, sulla sofferenza e sul bisogno di appartenenza. Una storia nata da un progetto che aveva già ottenuto nel 2019 il Premio Franco Solinas per il miglior soggetto e che ora riceve anche la consacrazione dei Nastri d’Argento.
La vittoria rappresenta un risultato di rilievo non soltanto per la carriera del regista, ma anche per Corato, città nella quale Strippoli è nato e ha iniziato a coltivare la propria passione artistica. Un legame con le origini che accompagna un percorso ormai pienamente inserito nel panorama cinematografico nazionale e internazionale.
Dal territorio coratino alla formazione romana, passando per Netflix, la Mostra del Cinema di Venezia e ora i Nastri d’Argento: il cammino di Paolo Strippoli testimonia come talento, studio e capacità di costruire un’identità autoriale riconoscibile possano condurre ai più importanti riconoscimenti del cinema italiano.