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venerdì, 23  gennaio 2026



16:29:00
Corato, manifestazione pacifica della Comunità Italovenezuelana: appello per la liberazione dei prigionieri politici
Sabato 24 gennaio in Piazza Simón Bolivar l'iniziativa promossa dalla comunità italo-venezuelana in Puglia



Si terrà sabato 24 gennaio 2026, a partire dalle ore 16, in Piazza Simón Bolivar a Corato, una manifestazione pacifica promossa dalla Comunità Italovenezuelana in Puglia.
 
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione politica e sociale del Venezuela e, in particolare, di chiedere la liberazione di tutti i prigionieri politici ancora detenuti nel Paese.
 
A farsi portavoce dell’evento è Pino Gabriele, rappresentante della Comunità Italovenezuelana in Puglia, che invita cittadini, associazioni e istituzioni a partecipare a un momento pubblico di informazione e riflessione sui diritti umani e sulle libertà civili.
 
«Sarà una manifestazione pacifica – spiegano gli organizzatori – per ribadire il nostro appello alla comunità internazionale affinché non resti indifferente di fronte alle violazioni dei diritti fondamentali che continuano a verificarsi in Venezuela».
 
Secondo le principali organizzazioni per i diritti umani, nonostante alcune recenti scarcerazioni, la situazione resta critica: Foro Penal stima che siano ancora tra i 775 e gli 800 i prigionieri politici detenuti nelle carceri venezuelane, mentre altre ONG e fonti internazionali parlano di una cifra che può arrivare fino a circa 1.000 persone, includendo i casi ancora in fase di verifica.
 
Particolarmente delicata è anche la posizione dei cittadini con doppia cittadinanza: tra i detenuti risultano 42 italo-venezuelani, di cui 24 considerati prigionieri politici secondo le associazioni che seguono i singoli casi.
 
Durante la manifestazione sono previsti interventi, testimonianze e momenti simbolici, con l’obiettivo di dare visibilità alle storie personali dei detenuti e mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica su una questione che, secondo gli organizzatori, non può essere relegata all’indifferenza.

 


Redazione










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