Politica
lunedė, 19 gennaio 2026
14:31:00
Salvatore Mascoli disponibile a candidarsi a sindaco
"Appello ai cittadini liberi e alle forze politiche"
Il consigliere comunale indipendente Salvatore Mascoli annuncia la sua disponibilità a candidarsi a sindaco di Corato alle prossime Amministrative 2026. Di seguito l'appello "ai cittadini liberi e alle forze politiche".
C'è un momento, nella vita di una comunità in cui diventa necessario fermarsi e guardare avanti con lucidità e coraggio e trandeo spunti ed idee positive del passato per non commettere errori futuri quindi non per distruggere ciò che è stato ma per comprendere dove si vuole andare e con quali valori.
Oggi quel momento è arrivato.
La città ha bisogno di aprire una nuova stagione politica ed ammnistrativa, fondata su un progetto condiviso e non su ambizioni personali.
Un progetto che nasca dall'ascolto, dal confronto reale, dalla partecipazione autentica di cittadini, forze politiche, associazioni, e competenze presenti sul territorio.
Amministrare non significa apparire ma essere utili e servire è un dovere precipuo.
E' necessario recuperare lo spirito originario che aveva animato un percorso nato all'insegna del coinvolgimento, della trasparenza, della condivisione, cardini della democrazia e
dell'ascolto, animati da un spirito nel quale sia la base ad indicare la strada, a costruire le priorita, le necessità e a scegliere la direzione.
Non il singolo.
Perché non esistono messia o uomini infallibili e perfetti soli al comando:
la politica, quando è credibile, è sempre un'opera corale perché il valore di insieme è fondamentale.
Quest'appello è rivolto ai cittadini liberi, a chi non ha smesso di credere, che la cosa pubblica appartenga a tutti, e alle forze politiche che non intendono rinunciare al proprio ruolo di rappresentanza e di guida responsabile.
È un invito a rimettere al centro il bene collettivo come faro dell'azione amministrativa, a ricostruire un metodo basato su scelte condivise, su processi e sistemi trasparenti, su
un'assunzione di responsabilità diffusa.
Al contrario di quanto si tenda di far apparire, la cittadinanza oggi non è più unita.
Mai come in questa fase, la cittadinanza appare divisa e frammentata, attraversata da fatture profonde, divisa da muri e steccati ideologici artificiosamente creati. Non si tratta di un dissenso fisiologico ma di una conseguenza di una gestione che ha progressivamente ristretto gli spazi di confronto alimentando distanza, sfiducia con insinuazioni ed illazioni non corrispondenti al vero.
Una comunità che non dialoga e non si riconosce nelle scelte rischia di smarrie il senso stesso dell'agire pubblico.
Solo partendo da una base larga e consapevole si può immaginare una amministrazione capace di programmare, di affrontare i problemi strutturali della città di governare senza
escludere nessuno.
Solo cosi si può restituire fiducia che chiede serietà, coerenza e visione e proprio alla luce di questi principi che appare evidente come nel tempo l'esperienza amministrativa se ne sia allontanata.
Un percorso iniziato richiamandosi a valori condivisi ha cambiato presto metodi ed impostazioni.
L'individualismo ha preso il sopravvento, spezzando il patto umano e politico con i consiglieri comunali, me compreso avendo creduto in quella impostazione.
Sono emerse chiusure, logiche ristrette, emarginazioni di chi continuava a richiamarsi a quei valori.
L'amministrazione della cosa pubblica ha perso sobrietà e profondita, lasciando spazio a rappresentazioni forzate della realtà e a una gestione spesso superficiale, fatta di sprechi, agevolazioni e tornaconti. Così si è smarrito il faro più importante: il raggiungimento del bene collettivo.
Ma questo non è un punto di arrivo. È una soglia.
Da qui può nascere una fase nuova, fondata su un impegno serio, aperto, inclusivo. Un percorso che restituisca centralità alla comunità, dignità alla politica, credibilità alle istituzioni.
Un percorso in cui la partecipazione non sia evocata, ma praticata; in cui le scelte siano spiegate e condivise; in cui il bene comune torni a essere la misura di ogni decisione.
La città ha risorse, idee, persone capaci. Metterle in relazione è la vera sfida. Questo appello è un invito a raccoglierla insieme, senza personalismi e senza scorciatoie, per costruire un'amministrazione all'altezza delle aspettative e delle potenzialità della nostra comunità.
È tempo di ricominciare, insieme, per non pentirsi e vivere poi nel rimorso di non aver concorso al progetto benessere , la nostra sorte non è fuori di noi ma in noi e nelle nostre responsabili e consapevoli.
Redazione