Domenica 1° marzo la chiesa della Madonna di San Giovanni tornerà ad accogliere i fedeli, riaprendo ufficialmente le sue porte come luogo di culto attivo per la comunità di Corato. L’appuntamento è fissato alle 10.30 in via Vecchia Barletta 2, quando sarà celebrata la prima messa dopo un lungo periodo di inattività dell’edificio.
A restituire nuova vita alla struttura è la Fraternità Sacerdotale San Pio X, fondata dall’arcivescovo Marcel Lefebvre. La celebrazione inaugurale sarà presieduta da don Gabriele D’Avino, superiore del distretto italiano.
Nessuna cerimonia solenne né eventi spettacolari: la riapertura è stata volutamente pensata come un momento essenziale, nel segno della continuità spirituale più che della formalità. L’obiettivo è restituire alla città un luogo rimasto per anni ai margini e reinserirlo nella vita religiosa quotidiana.
Conosciuta anche come ex lazzaretto, la chiesa “Madonna di San Giovanni” affonda le sue radici in un passato remoto, risalente – secondo la tradizione locale – al VII secolo. Un esempio di architettura rurale che nel tempo ha rischiato di scomparire, ma che fu salvato dal degrado grazie all’interessamento di don Vincenzo Acella e di alcuni privati che, a metà degli anni Settanta, ne promossero il recupero riportando la chiesetta al suo antico splendore.
Immersa in un contesto silenzioso e raccolto, la struttura conserva ancora oggi un’atmosfera di pace e misticismo. Un luogo in cui si percepiscono i valori della cristianità più autentica, legati a una spiritualità sobria e profondamente radicata nella tradizione francescana.
La riapertura rappresenta così il recupero di un tassello della memoria storica locale: un piccolo presidio di fede che torna a vivere e a diventare punto di riferimento per chi è in cerca di raccoglimento e preghiera.

