Tre amici conosciutisi durante il percorso universitario, tre città pugliesi diverse e una passione comune per il cinema e gli effetti visivi. È da qui che nasce “The Deal”, cortometraggio realizzato dalla coratina Marina Montaruli, dalla barese Vanessa Chimenti e dal tarantino Cristian Santoro.
Il progetto nasce come tesi di laurea, ma nel corso dei mesi assume le dimensioni di una vera produzione cinematografica indipendente. Per arrivare al risultato finale sono stati necessari circa nove mesi di lavoro, tra ideazione, preparazione, riprese, costruzione degli effetti visivi e post-produzione.
Le immagini sono state girate a Trani, scelta come set reale sul quale costruire successivamente, attraverso il digitale, l’universo narrativo del cortometraggio. Davanti alla macchina da presa ci sono gli attori Marco De Letteris e William Volpicella, protagonisti della storia.
“The Deal” è ambientato agli inizi del Novecento e racconta una realtà sconvolta da una epidemia letale, mentre la ricerca di un vaccino diventa il centro di una vicenda segnata da tensione, interessi contrapposti e atmosfere cupe.
Una storia che ha posto fin dall’inizio una difficoltà importante: trasformare luoghi contemporanei della Puglia in scenari credibili appartenenti a un’altra epoca.
Da qui il ruolo fondamentale dei VFX, gli effetti visivi digitali, sui quali si concentra gran parte del lavoro svolto dai tre giovani autori.
Prima ancora delle riprese, il progetto è stato costruito attraverso lo storyboard, necessario per definire in anticipo inquadrature, movimenti e interventi da realizzare successivamente in digitale. La lavorazione sul set ha rappresentato infatti soltanto una parte dell’intero processo.
Una volta terminate le riprese a Trani è cominciata la fase più lunga: quella della post-produzione. Edifici, strade, sfondi, luci e diversi elementi delle scene sono stati modificati, integrati o ricostruiti per ricreare l’ambientazione desiderata.
Il lavoro ha seguito una vera e propria pipeline VFX, con tecniche differenti applicate alle varie sequenze. Tra queste anche il rotoscoping, utilizzato per isolare soggetti ed elementi dell’immagine, il compositing dei diversi livelli visivi e il color grading finale, indispensabile per uniformare ciò che era stato realmente girato con quanto aggiunto o modificato digitalmente.
Un processo particolarmente impegnativo proprio perché l’obiettivo degli effetti visivi non era soltanto quello di stupire, ma soprattutto di risultare credibili. In molte sequenze l’intervento digitale deve infatti diventare quasi invisibile agli occhi dello spettatore, facendo apparire naturale un ambiente che in realtà è stato profondamente trasformato in fase di post-produzione.
I nove mesi di produzione raccontano così la complessità di un lavoro che va molto oltre le giornate trascorse sul set. Dietro pochi secondi di immagini finite possono esserci ore di elaborazione, correzioni, prove e rifiniture.
“The Deal” diventa quindi anche un progetto di sperimentazione e formazione. Nato inizialmente come lavoro conclusivo di un percorso universitario, ha permesso a Marina Montaruli, Vanessa Chimenti e Cristian Santoro di confrontarsi direttamente con tutte le fasi necessarie alla costruzione di un prodotto audiovisivo, dalla prima idea fino alla sua forma definitiva.
Un’esperienza condivisa da tre amici universitari che hanno scelto di mettere insieme competenze differenti e trasformare una tesi di laurea in un progetto cinematografico articolato, affidando a Marco De Letteris e William Volpicella il compito di portarne sullo schermo i protagonisti.
Il corto è stato proiettato in anteprima assoluta durante la seconda giornata dell’Apulia Web Fest, davanti al pubblico presente, come opera fuori concorso.
Un primo passaggio pubblico per un progetto nato tra le aule universitarie e cresciuto per nove mesi tra set e post-produzione. Per Montaruli, Chimenti e Santoro, “The Deal” segna così la conclusione del percorso accademico, ma anche il primo vero banco di prova davanti a una platea per un lavoro costruito insieme, dall’idea iniziale fino all’ultima immagine.
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