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17:58:00
Addio a Gino Paoli, il grande cantautore che ha incantato anche Corato
Almeno due le apparizioni del cantautore ligure, scomparso oggi a 91 anni



È morto quest'oggi all'età di 91 anni Gino Paoli, figura centrale della musica italiana, tra gli autori che più hanno contribuito a cambiarne linguaggio e prospettiva e tra i pochissimi superstiti di un cantautorato d'élite che lo annovera tra i mostri sacri della nostra musica.
 
A partire dagli anni Sessanta, all’interno della scuola genovese, Paoli ha spostato il baricentro della musica leggera verso una dimensione più personale e autentica. Le sue influenze jazz e internazionali lo rendevano unico e riconoscibile, i suoi brani sono ancora cantati anche dalle nuove generazioni. Capolavori come Il cielo in una stanza, Sapore di sale, Una Lunga Storia D'Amore, sono capolavori che resteranno imperituri.
 
La sua scrittura nasceva da una vita vissuta senza protezioni. Nel 1963 il tentato suicidio, un gesto estremo da cui uscì miracolosamente vivo, segnò profondamente il suo percorso umano e artistico.
 
Personaggio controverso, Paoli è stato sempre fedele a un carattere complesso: ruvido nei modi, diretto nelle parole, spesso spigoloso nei rapporti, ma capace di una profondità introspettiva rara. Non ha mai cercato di piacere a tutti, né di addolcire il proprio sguardo sul mondo. Proprio questa autenticità, a tratti scomoda, ha alimentato una scrittura essenziale e sincera, lontana da ogni forma di artificio.
 
Anche Corato ha avuto l'onore di accoglierlo nel corso degli anni. Tra le apparizioni più recenti ricordiamo quella di circa vent’anni fa, nella cornice di Corte Bracco dei Germani per una serata benefica. Gino Paoli poi torna a Corato nel 2017, quando si esibì al Teatro Comunale insieme al pianista Danilo Rea nello spettacolo “Due come noi…”, aprendo la stagione con un concerto intimo e rigoroso.
 
Con lui se ne va una voce unica, capace di trasformare dolore e introspezione in canzoni che attraversano generazioni. Paoli ci ha insegnato che la musica è specchio della vita: ruvida, fragile, luminosa a tratti. Anche nel suo addio lascia una traccia di speranza e responsabilità: “Non credo affatto che tutto finisca con me. Perciò, mi batto per un mondo migliore di come l’ho trovato”, diceva in una sua recente intervista. 
 
"Ora è già tardi ma è presto, se tu te ne vai" Addio Gino e grazie. 


Stefano Procacci



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