Prima Davide Stano, candidato con Fratelli d’Italia nella coalizione di centrodestra, finito persino all’attenzione nazionale con un servizio su La7. Poi Claudia Siracusano, candidata di “Rimettiamo in Moto la Città”, area centrosinistra, travolta da commenti offensivi e discriminatori sui social.
Due vicende diverse, due schieramenti opposti, ma lo stesso identico copione: insulti personali, derisioni, attacchi feroci che nulla hanno a che vedere con il confronto politico.
Nel caso di Siracusano, il livello si è spinto ancora oltre, con commenti sull’orientamento sessuale e pesanti episodi di body shaming. Un’ondata di odio che conferma come il terreno dei social sia ormai diventato, troppo spesso, un luogo dove sfogare rabbia repressa e frustrazione personale, quasi sempre dietro profili fake o anonimi.
Ed è forse questo l’aspetto più significativo: l’odio social colpisce ormai in modo trasversale e bipartisan. Non guarda il colore politico, non distingue tra centrodestra e centrosinistra. Chiunque scelga di esporsi pubblicamente finisce potenzialmente nel mirino.
La candidatura sembra trasformata in un tiro al bersaglio permanente. Non importa discutere idee, programmi o visioni della città: il livello dello scontro scivola sempre più verso l’attacco personale, l’umiliazione pubblica, la violenza verbale.
Un clima che rischia di produrre conseguenze profonde, perché quando chi fa politica viene sistematicamente esposto alla gogna social, il rischio è quello di allontanare dalla partecipazione pubblica persone capaci e competenti, lasciando spazio soltanto a chi è disposto a convivere con l’odio quotidiano.
La redazione di CoratoNews24.it esprime solidarietà a tutti i candidati finiti nel mirino dell’odio social e condanna con fermezza ogni forma di insulto, discriminazione e violenza verbale. Il confronto politico può essere duro, ma non dovrebbe mai oltrepassare il limite del rispetto della persona e della dignità umana.

