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La coratina Federica Roselli tra le mille eccellenze italiane: Premio America Giovani a Palazzo Montecitorio
Dalla tesi sui rapporti diplomatici italo-bulgari al Premio America Giovani 2026: Federica Roselli premiata a Montecitorio per il suo percorso di eccellenza accademica



La coratina Federica Roselli si è aggiudicata il Premio America Giovani 2026, conferito a Palazzo Montecitorio, il punto più alto – finora – del suo percorso accademico e professionale. Un riconoscimento che ogni anno seleziona mille neolaureati italiani distintisi per merito e qualità del curriculum e che, nel suo caso, certifica una traiettoria costruita con coerenza e visione.

La cerimonia si è svolta il 12 febbraio nella sede della Camera dei Deputati, dove alla giovane studiosa è stata consegnata la pergamena ufficiale. Un momento dal forte valore simbolico e istituzionale, che segna l’ingresso in una rete nazionale di eccellenze e che apre anche a un’opportunità formativa concreta: la Fondazione copre infatti il costo del master in Leadership per le Relazioni Internazionali e il Made in Italy.

Un riconoscimento che arriva al termine di un percorso accademico eccellente e strutturato. Roselli si è laureata il 26 marzo 2025 in Relazioni Internazionali e Studi Europei all’Università degli Studi di Bari, con una tesi in Storia dei Paesi del Mediterraneo dedicata ai rapporti bilaterali italo-bulgari, sviluppata attraverso l’analisi dei documenti diplomatici italiani. Un lavoro fondato sulle fonti primarie, che richiede rigore metodologico e capacità di interpretazione del linguaggio istituzionale.

«Sono una con i piedi per terra», ci spiega, raccontando la propria visione della carriera diplomatica, che rappresenta il suo obiettivo finale, con la consapevolezza di un iter lungo e meritocratico: «Il diplomatico è l’ultimo scalino. Si parte come segretario di delegazione in prova e poi, in base alle esperienze, si cresce. Dopo venticinque o trent’anni si arriva ai livelli più alti».

Una visione lucida che si riflette anche nell’approccio alle sedi estere. «Non sai mai effettivamente dove puoi finire», osserva, sottolineando come la scelta delle destinazioni non dipenda esclusivamente dalla volontà personale. Accanto a questa disponibilità ad “abitare il mondo”, emerge però la consapevolezza delle aree più complesse dello scenario internazionale. Alcuni contesti, segnati da instabilità politica e rischi per la sicurezza, rappresentano frontiere delicate dell’azione diplomatica. Il riferimento è anche alla Repubblica Democratica del Congo, dove nel 2021 fu ucciso l’ambasciatore italiano Luca Attanasio in un attentato che scosse profondamente il Paese. «Ci sono zone complesse e complicate», osserva, ribadendo tuttavia che scegliere questa carriera significa accettare responsabilità e rischi con senso dello Stato, sapendo che il compito resta quello di rappresentare l’Italia e promuovere dialogo anche nei contesti più difficili.

Già nel 2024 Roselli era risultata vincitrice della borsa di studio San Paolo presso l’Istituto Affari Internazionali, dove ha frequentato il corso su Africa e Piano Mattei, approfondendo dinamiche geopolitiche e strategie di cooperazione. Un’esperienza che ha rafforzato il suo interesse per la dimensione internazionale dell’azione italiana.

Quanto al momento storico attuale, spesso definito instabile, la sua lettura è disincantata: «È vero che siamo in un periodo difficile, ma tutti i momenti storici lo sono. Non c’è mai un anno meno complesso». E ribadisce un principio che considera centrale: «La carriera diplomatica è indipendente dalla politica. I diplomatici sono rappresentanti dell’Italia nel mondo. Non intercettano la politica: si occupano di essere pacificatori».

Il Premio America Giovani non è una mera medaglia da appuntare al curriculum, ma il riconoscimento pubblico di un percorso che unisce studio, metodo e ambizione istituzionale. Per la coratina Federica Roselli, il traguardo di Montecitorio rappresenta soprattutto l’inizio di una nuova fase: quella che la condurrà, passo dopo passo, verso il concorso diplomatico.

Ad Maiora!



Stefano Procacci










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