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“L'atelier di Maiorano Lebon - Il guardaroba perfetto”, ecco il libro che insegna a scegliere se stessi
Nel volume di Vincenzo Maiorano e Pier Le Bon la moda diventa un atto identitario: niente regole rigide, ma consapevolezza, diritto all'errore e libertà dallo stile omologato dei social



La moda non è una regola. È una dichiarazione di identità. È questo il fil rouge de “L’atelier di Maiorano Lebon – Il guardaroba perfetto”, il libro firmato da Vincenzo Maiorano e Pier Le Bon. Un volume che nasce dall’esperienza quotidiana dell’Atelier e che sceglie di andare oltre l’idea tradizionale del manuale di stile per diventare un manifesto culturale contro l’omologazione contemporanea, contro il mito irraggiungibile di Kate Moss e contro l’estetica filtrata e standardizzata di Instagram.
 

Il libro non insegna a essere perfetti, ma a riconoscersi. Non offre regole rigide né formule universali, ma invita a compiere una scelta consapevole: difendere il proprio stile come atto identitario. Nelle pagine si ritrova il metodo Maiorano Le Bon, costruito negli anni tra lavoro, televisione e social, ma soprattutto tra le persone reali che ogni giorno varcano la soglia dell’Atelier, che si trasforma in uno spazio quasi confessionale, dove emergono paure, insicurezze e frasi ricorrenti come “lo metto quando dimagrisco” o “non è per me”. Non si parla di taglie, ma di storie. Non di misure, ma di identità che cercano una forma per esprimersi.
 

Il cuore del volume è il rapporto psicologico con l’abito. C’è chi vorrebbe sparire dietro colori neutri e linee invisibili e chi sogna di entrare in una stanza annunciato da una fanfara. Tra questi estremi si muove una riflessione profonda. Ogni capo è una frase, ogni outfit un discorso che facciamo al mondo prima ancora di parlare. Per questo lo stile, secondo la filosofia dell’Atelier, è una scelta da difendere e non una tendenza da subire. La moda non è un codice imposto dall’esterno, ma una decisione attiva che riflette chi siamo o chi desideriamo diventare.
 

Un altro pilastro del libro è il diritto all’errore. L’outfit “sbagliato” non viene demonizzato, ma celebrato come tappa necessaria di un percorso di crescita. L’errore, sostengono Maiorano e Le Bon, insegna più di mille regole rigide e restituisce autenticità. È attraverso tentativi, inciampi e ripensamenti che si costruisce uno stile personale, libero dalle gabbie dell’ansia da prestazione davanti allo specchio. Il tono del libro rispecchia questa visione: schietto, ironico, a tratti audace.
 

“Qui non si vestono corpi: si incontrano persone”, è il motto che sintetizza l’approccio dell’Atelier. Un principio che Vincenzo Maiorano, fashion creator e fondatore di Maiorano Magazine, ha trasformato in una missione di valorizzazione delle eccellenze e di promozione di uno stile autentico, e che Pier Le Bon, anima creativa e volto d’eccellenza nel mondo della sposa, traduce ogni giorno in accoglienza, ironia e capacità di mettere a nudo l’identità profonda dei clienti. La loro esperienza, maturata tra eventi, passerelle e presenza mediatica, trova nel libro una sintesi più intima e riflessiva.
 

“L’atelier di Maiorano Lebon – Il guardaroba perfetto” si rivolge a chiunque si sia mai chiesto davanti allo specchio: “Sono davvero io?”. È una guida per chi desidera scoprire il proprio sé autentico, manifestare la propria personalità attraverso l’abbigliamento e imparare a sorridere dei propri difetti. In un tempo dominato da immagini costruite e standard irraggiungibili, il libro propone un gesto semplice ma radicale: scegliere se stessi. Perché vestirsi bene non significa sembrare perfetti, ma avere il coraggio di riconoscersi.

 



Stefano Procacci



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