Un censimento paziente e dettagliato, che racconta le 34 fontane della nostra città
Corato è una città sull’acqua. Può sembrare un paradosso, considerando la collocazione geografica e il paesaggio murgiano, ma basta guardare con attenzione la storia e le strade della città per rendersi conto di quanto l’acqua ne abbia segnato lo sviluppo. Dall’acquedotto voluto da Matteo Renato Imbriani alla presenza diffusa di fontane pubbliche, l’acqua è da sempre parte integrante della vita quotidiana coratina.
Da qui prende forma “Acquaràtə – alla scoperta delle fontane di Corato”, il documentario del canale YouTube La Repubblica delle Lettere, che ha scelto di raccontare questo patrimonio con un approccio concreto, paziente e divertente. Un vero e proprio censimento delle fontane potabili della città – esclusi gli abbeveratoi – che ha portato a individuarne e analizzarne 34, sparse nei diversi quartieri.
Il lavoro, curato dall’ingegnere Alessandro Domenico Calvi, coadiuvato dalla dottoressa Emanuela Pia Gallo, si basa su dati misurabili e verificabili. Armati di termocoppia e cronometro, gli autori hanno rilevato la temperatura dell’acqua e la portata in litri al minuto di ogni fontana, effettuando le misurazioni sia al mattino che alla sera. Tutti i rilievi sono stati realizzati nell’ultima settimana di settembre.
Ne è nata una classifica che incuriosisce: da una parte le fontane con l’acqua più fresca, dall’altra quelle con la maggiore portata. Ma al di là dei numeri, il documentario restituisce uno spaccato interessante della città, raccontata attraverso piccoli elementi urbani spesso ignorati, eppure fondamentali.
“Acquaràtə” diventa così anche un racconto di Corato: delle sue piazze, dei suoi percorsi, delle abitudini di chi ogni giorno si ferma a bere a una fontana. Un modo semplice e intelligente per riflettere sul valore dell’acqua come bene comune e sulla necessità di conoscerlo, prima ancora che difenderlo.
Per conoscere quale fontana coratina sia la più fresca, la più rapida, o semplicemente per scoprirle tutte, vi invitiamo a vedere il documentario
QUI.