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13:26:00
La Swing Orchestra a Teatro per il compleanno della Pro Loco
Davide Solfrizzi e la sua band ancora protagonisti nella nostra città



È stata una vera e propria festa, prima ancora che un concerto. Quella andata in scena ieri al Teatro Comunale è stata la serata con cui la Pro Loco ha celebrato il proprio compleanno.
 
Per l'occasione a salire sul palco è stata l’orchestra ideata da Davide Solfrizzi, musicista polistrumentista e collezionista appassionato di strumenti e supporti musicali d’epoca. Un ritorno atteso, perché dopo il grande successo degli Swing 31 durante l’estate, il progetto di Solfrizzi è tornato a suonare a Corato, questa volta in un'orchestra più ampia, nella cornice più intima ed elegante del Teatro Comunale di Corato, gremito in ogni ordine di posto.
 
La serata ha avuto il sapore delle occasioni speciali. Un viaggio negli anni Trenta e Quaranta, quando la radio scandiva le giornate degli italiani e i ritmi sincopati facevano ballare intere generazioni. L’orchestra, composta da giovani musicisti, ha riportato in vita quel mondo con un’attenzione quasi artigianale al suono, agli arrangiamenti, agli strumenti rigorosamente d’epoca.
 
Il lavoro alla base dello spettacolo è profondo e paziente, fatto di ascolti su dischi a 78 giri, studio di filmati e fotografie storiche, ricerca di una fedeltà che non è mai sterile esercizio stilistico. Sul palco, tutto questo si è tradotto in una musica viva, capace di coinvolgere e sorprendere, di strappare sorrisi e di far venire voglia di muoversi anche restando seduti in platea.
 
Il repertorio ha accompagnato il pubblico lungo un percorso familiare e allo stesso tempo sempre affascinante: Domani, Ma l’amore no, Ho un sassolino nella scarpa, Mamma mi piace il ritmo, Baldo Baldo, È quel fox-trot, Concerto jazz, Adagio Biagio, Birimbo Birambo, Maramao perché sei morto, Al nonnino piace il ritmo, Il pinguino innamorato, Ma le gambe, Mille lire al mese, Tulipan. Canzoni che raccontano un’Italia ironica, leggera, piena di ritmo, e che dal vivo ritrovano tutta la loro forza evocativa.
 
Per la Pro Loco è stato un compleanno festeggiato nel modo migliore possibile; per Corato, l’ennesima conferma che la memoria musicale, quando è trattata con rispetto e passione, sa ancora riempire un teatro e lasciare il segno.


Stefano Procacci










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