Politica
lunedė, 16 marzo 2026
15:13:00
Ospedale di Corato, il segretario regionale PD De Santis: “Nessun piano di chiusura, sono fandonie”
Il consigliere regionale e componente della commissione sanità interviene sul caso, smentendo di fatto il comunicato di Fratelli d'Italia
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Partito Democratico di Corato sulla questione dell’ospedale cittadino, dopo che la sezione locale di Fratelli d’Italia aveva ipotizzato il rischio di una possibile chiusura del nosocomio.
"In nessun programma ed in nessun piano di riordino regionale è scritto che l’ospedale di Corato sarà chiuso. “Sono tutte fandonie” ci ripete il segretario regionale del Partito Democratico, Domenico De Santis, consigliere regionale e componente della commissione regionale sulla sanità, da noi interpellato per chiedere lumi a riguardo. Tutt’altro! Si stanno valutando concrete possibilità di rinforzare la sua offerta di servizi e posti letto.
Ma facciamo chiarezza!
Ebbene sì: il disavanzo della regione Puglia ammonta a 369 milioni di euro e l’innalzamento dei costi relativi alla sanità, stimato dallo stesso ministero della sanità nei termini di +4%, risulta compensato solo parzialmente dallo stanziamento statale pari all’1%. Quindi è sufficiente far di conto per rendersi conto della causa del deficit!
Tale aumento non è imputabile ad una gestione ordinaria inefficiente, come maliziosamente si sostiene nei comunicati stampa diffusi venerdì dall’inconcludente centrodestra, ma le cause che hanno inciso sull’aumento della spesa sono:
-mobilità passiva (pazienti che vanno a curarsi in altre regioni) che la regione Puglia deve rimborsare a piè di lista;
-aumento della spesa farmaceutica
-costo del personale per i rinnovi contrattuali e le assunzioni.
Pertanto lo sbilancio è determinato dalla differenza tra i miseri trasferimenti del ministero della sanità, 120 milioni, e le spese - in Puglia 369 milioni - in progressivo aumento, che le regioni devono sostenere.
Invero il problema del deficit di bilancio è un problema che sta investendo tutte le regioni italiane.
Difatti il Piemonte, governato dalla destra, denuncia un deficit di bilancio di 879 milioni, piu del doppio di quello scandalosamente denunciato dalla destra pugliese, con una popolazione circa pari alla Puglia, e con fenomeno di migrazione sanitario inesistente.
Anche nella regione Lombardia, roccaforte della Lega, è stato denunciato un buco di bilancio, o meglio una voragine pari a un miliardo e seicento milioni di euro. Pertanto l’analisi dei dati che emergono con il confronto con le ricche e potenti regioni del nord mettono a nudo l’ipocrisia della destra che sfrutta i problemi per una ridicola campagna elettorale senza proposte.
Ed i punti critici che secondo l’assessore lombardo Bertolaso hanno determinato la “voragine“ sono i medesimi della regione Puglia: rinnovi del personale ed impennata dei costi per i farmaci. Dunque la ragione del deficit strutturale (ovvero dei costi che superano di gran lunga i miseri ed insoddisfacenti trasferimenti nazionali) è causato dal sottofinanziamento, in specie al sud, della sanità pubblica, e non dalla gestione.
Sottofinanziamento che le opposizioni puntualmente denunciano in occasione delle leggi di bilancio, compreso quello in corso, ma che la Meloni ignora sebbene sia consapevole che il conto, come avviene con la Puglia, lo dovranno pagare i cittadini delle regioni che denunciano un inevitabile deficit di bilancio.
Deficit che le regioni devono fronteggiare con senso di responsabilità, pur in presenza delle speculazioni delle destre locali che, silenti e conniventi con il governo in occasione delle leggi di bilancio, fingono di non conoscere la natura e la dimensione del problema nazionale causato dal sottofinanziamento, per almeno due miliardi l’anno, del sistema sanitario.
Redazione