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Corato rinnova la devozione alla Madonna delle Grazie
Il 2 luglio la celebrazione presieduta dall'arcivescovo Leonardo D'Ascenzo. Il programma religioso è già entrato nel vivo all'Oasi di Nazareth



Corato si prepara alla festa della Madonna delle Grazie, uno degli appuntamenti religiosi più sentiti dalla comunità. Il centro delle celebrazioni sarà, come da tradizione, il Santuario dell’Oasi di Nazareth, lungo via Castel del Monte.

Il triduo si è aperto lunedì 29 giugno con le confessioni, la recita del Rosario e la celebrazione eucaristica presieduta da padre Silvestro Lafasciano, superiore della comunità redentorista di Corato. Gli stessi appuntamenti proseguono il 30 giugno e il 1° luglio: confessioni dalle 18, Rosario alle 18.30 e Messa alle 19.

Mercoledì 1° luglio, alle 20.30, sul piazzale del Santuario è in programma anche l’adorazione eucaristica animata dal Rinnovamento nello Spirito, con la partecipazione di Filippo D’Alessandro, direttore regionale del movimento in Puglia e delegato per l’unità dei cristiani.

Il momento principale della festa sarà giovedì 2 luglio. Alle 19 monsignor Leonardo D’Ascenzo, arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, presiederà la celebrazione eucaristica, al termine della quale sarà recitata la tradizionale Supplica alla Madonna delle Grazie.

La serata proseguirà alle 20.15 con il concerto della Grande Orchestra di Fiati “E. Annoscia” – Città di Bari, diretta dal maestro Giuseppe Di Tommaso. In programma marce sinfoniche e il tradizionale “piè fermo”.

La devozione alla Madonna delle Grazie ha radici profonde nella storia di Corato. Il culto nacque attorno a una piccola chiesa rurale in contrada Bracco, lungo l’antica strada per Ruvo, frequentata soprattutto da contadini, viandanti e famiglie. Nel tempo la Vergine fu invocata anche come Madonna della strada, dei contadini e delle puerpere.

Negli anni Cinquanta, grazie all’impegno di don Francesco e don Giuseppe Ferrara, la devozione si legò alle attività educative e sociali rivolte ai giovani. Da quell’esperienza nacque l’Oasi di Nazareth, divenuta negli anni un punto di riferimento religioso e comunitario per la città.



Redazione



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