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18:08:00
Corato Calcio, giovedì la squadra non scenderà in campo: Colabella valuta il ritiro dal campionato
La società annuncia il forfait in Coppa Italia e chiede al Comune una soluzione stabile per campo di gara e allenamenti: il duro il comunicato del club



Il Corato Calcio non scenderà in campo giovedì per la prevista gara di Coppa Italia. È quanto annunciato dalla società neroverde con un lungo comunicato diffuso nella giornata di martedì 8 settembre. Ma la decisione relativa alla Coppa potrebbe rappresentare soltanto il primo passo: il presidente Francesco Colabella, secondo quanto comunicato dal club, sarebbe pronto a valutare anche il ritiro della squadra dal campionato qualora non venga individuata in tempi rapidi una soluzione stabile per il campo di gara e per gli allenamenti.
 
Una presa di posizione molto forte, arrivata dopo le polemiche degli ultimi giorni legate all'utilizzo dello stadio comunale. Il Corato sostiene di trovarsi attualmente senza certezze non soltanto sulla sede delle partite casalinghe, ma anche sull'impianto nel quale la Prima Squadra possa svolgere regolarmente gli allenamenti.
 
«Non sappiamo dove giocare e neppure dove allenarci», è la posizione espressa dal club, che definisce la scelta di non disputare la gara di Coppa «grave, sofferta e dolorosa», ma ritenuta inevitabile nelle attuali condizioni.
 
Il Corato ricostruisce la vicenda della rateizzazione
 
Nel comunicato la società torna anche sulle dichiarazioni rese nei giorni scorsi dall'assessore Giuseppe Sciscioli, proponendo una propria ricostruzione della vicenda sulla base degli atti comunali citati dal club.
 
Uno dei punti riguarda la posizione debitoria del Corato Calcio nei confronti del Comune. Secondo quanto riportato dalla società, la richiesta di dilazione sarebbe stata presentata il 31 agosto, mentre il 3 settembre il club avrebbe accettato formalmente il piano predisposto dagli uffici. Il giorno successivo, con la determinazione dirigenziale numero 1027, sarebbe arrivata l'approvazione della rateizzazione.
 
Sempre secondo la ricostruzione contenuta nel comunicato, lo stesso provvedimento avrebbe consentito alla società di utilizzare lo stadio comunale, prevedendo, in assenza dell'autorizzazione necessaria alla presenza degli spettatori, la possibilità di utilizzare l'impianto a porte chiuse.
 
Il Corato evidenzia quindi come, al momento delle dichiarazioni pubbliche del 6 settembre, la questione economica fosse già stata oggetto di una rateizzazione approvata dagli uffici comunali.
 
La questione della gestione dello stadio
 
Il secondo punto sollevato dalla società riguarda quanto avvenuto nello stadio nei giorni immediatamente precedenti alla prima partita di campionato.
 
Il club richiama l'ordinanza dirigenziale numero 175 del 4 settembre, sostenendo che dall'atto emergerebbero problematiche relative all'occupazione di alcuni locali e allo svolgimento delle funzioni di custodia e gestione dell'impianto, affidate ad ASIPU.
 
Nel comunicato il Corato riporta inoltre un passaggio dell'ordinanza nel quale si farebbe riferimento all'«effettiva interruzione dell'esercizio delle funzioni di custodia, gestione e pulizia dell'impianto» e a un «concreto pregiudizio» rispetto alla ripresa programmata delle attività sportive, compresa la partita della Prima Squadra prevista per il 6 settembre.
 
È su questo punto che il club contesta la ricostruzione secondo la quale avrebbe semplicemente scelto di giocare lontano da Corato per poter disputare la gara in presenza di pubblico.
 
La società distingue infatti due questioni: da una parte l'autorizzazione per l'accesso degli spettatori, dall'altra le condizioni di gestione e presidio dell'impianto. Secondo il Corato Calcio, le criticità relative a quest'ultimo aspetto sarebbero state indipendenti dalla propria volontà.
 
«Utilizzo e gestione sono due cose diverse»
 
Il club interviene anche sul tema della presunta concessione gratuita della gestione dell'impianto.
 
Secondo la società, gli atti citati distinguerebbero chiaramente le due posizioni: custodia, gestione amministrativa e pulizia sarebbero state affidate dal Comune ad ASIPU, mentre al Corato Calcio sarebbe stato riconosciuto l'utilizzo dell'impianto.
 
Una distinzione che la società considera importante per ricostruire correttamente quanto accaduto.
 
Il nodo degli allenamenti
 
Al di là delle responsabilità sulla precedente partita, il problema indicato come più urgente dal Corato riguarda adesso il prosieguo della stagione.
 
La società afferma di non avere al momento una soluzione stabile per gli allenamenti della Prima Squadra e sottolinea le difficoltà di programmare un'intera annata sportiva in queste condizioni.
 
Il presidente Colabella, ricorda il club, ha sostenuto investimenti per la costruzione della rosa e dello staff e assunto impegni economici nei confronti di calciatori, tecnici, collaboratori e fornitori. Per questo la società chiede all'Amministrazione comunale indicazioni precise sia sul luogo nel quale allenarsi sia sull'impianto nel quale disputare le gare interne.
 
Nel comunicato vengono formulate critiche molto dure nei confronti dell'Amministrazione e viene richiamato anche il sindaco Corrado De Benedittis. Si tratta, è opportuno precisarlo, di valutazioni e contestazioni espresse dal Corato Calcio, sulle quali resta naturalmente possibile una diversa ricostruzione da parte dell'Amministrazione comunale.
 
Giovedì il forfait, poi il rischio ritiro
 
La conseguenza immediata della situazione è però già stata annunciata: giovedì il Corato Calcio non intende presentarsi alla gara di Coppa Italia.
 
Ancora più rilevante è quanto la società prospetta per le settimane successive. Nel comunicato si legge infatti che, «in assenza di un immediato e radicale cambio di atteggiamento dell'Amministrazione e di una soluzione certa per campo di gara e allenamenti», il presidente Francesco Colabella avrebbe manifestato la volontà di procedere al ritiro del Corato Calcio dal campionato.
 
Uno scenario che, qualora si concretizzasse, avrebbe conseguenze pesantissime sulla stagione neroverde appena cominciata.
 
Per il momento resta la posizione ufficiale assunta dalla società: niente Coppa Italia giovedì e richiesta al Comune di una soluzione concreta e stabile per consentire alla squadra di allenarsi e disputare le proprie partite casalinghe.
 
La vicenda, dunque, entra in una fase particolarmente delicata. Da una parte c'è la ricostruzione resa pubblica dal Corato Calcio attraverso il comunicato dell'8 settembre; dall'altra sarà importante conoscere la posizione dell'Amministrazione comunale rispetto ai punti sollevati dal club e, soprattutto, capire se nelle prossime ore possa essere individuata una soluzione capace di scongiurare l'ipotesi più drastica: il ritiro della squadra dal campionato.

 


Redazione










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