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Corato Calcio: «Nessuna chiusura a nuovi interlocutori, ma i documenti non si consegnano senza garanzie»
Dopo le richieste di accesso alla documentazione societaria e le polemiche nate sui social, il club neroverde ricostruisce la vicenda e rivendica la correttezza del proprio operato



Il Corato Calcio 1946 rompe il silenzio e replica alle ricostruzioni circolate nelle ultime ore sui social e negli ambienti cittadini riguardo al futuro del club, rivendicando di aver sempre mantenuto un atteggiamento aperto al confronto ma nel rispetto delle procedure previste dalla legge e dalle normative sportive.

In un lungo comunicato ufficiale, la società neroverde respinge le accuse di aver ostacolato interlocuzioni finalizzate al futuro del club o di aver negato chiarimenti a soggetti interessati.

«Non corrisponde al vero che la U.S.D. Corato Calcio 1946 A.S.D. si sia sottratta al confronto o abbia inteso ostacolare eventuali percorsi finalizzati al futuro del club», afferma la società, precisando che tutte le richieste ricevute sono state esaminate e riscontrate attraverso i propri legali.

Nel documento vengono richiamate sia la comunicazione inviata da un avvocato del territorio per conto di soggetti non identificati, sia la richiesta avanzata da Rosario Nino Zagaria. In entrambi i casi, secondo la società, le istanze riguardavano l'accesso a un'ampia documentazione interna, tra cui atti societari, situazione contabile, rapporti contrattuali e documentazione assicurativa.

Il Corato Calcio sostiene di aver risposto formalmente a entrambe le richieste, evidenziando però come mancassero alcuni presupposti ritenuti indispensabili, tra cui l'identificazione completa dei soggetti interessati, una chiara manifestazione di interesse e la definizione della natura dell'operazione prospettata.

Particolare rilievo viene dato alla posizione di Zagaria. La società precisa che la richiesta, datata 2 giugno 2026 e acquisita agli atti il 3 giugno, sarebbe stata riscontrata formalmente nello stesso giorno.

«Non vi è stato alcun silenzio, alcuna inerzia o volontà di sottrarsi al confronto», sottolinea il club, contestando la narrazione emersa attraverso alcuni post pubblicati sui social network.

Secondo la dirigenza neroverde, il nodo della vicenda non riguarda la disponibilità al dialogo, bensì la necessità di tutelare dati e documenti sensibili. Per questo motivo la società ritiene indispensabile seguire un percorso che preveda manifestazione formale di interesse, identificazione dei soggetti coinvolti, accordi di riservatezza e una successiva eventuale fase di verifica documentale.

«Questa non è una chiusura. È il rispetto della legge, dello statuto associativo, della normativa sportiva e della disciplina sulla protezione dei dati personali», si legge nel comunicato.

La società sostiene inoltre che, una volta indicato il percorso ritenuto corretto, non sarebbe stata essa a interrompere il confronto. «Sono stati gli interlocutori interessati a non dare seguito al percorso formalmente indicato», afferma il club, accusando alcuni soggetti di aver preferito alimentare all'esterno una rappresentazione «parziale e non corrispondente alla realtà documentale».

Nel finale, il Corato Calcio respinge ogni accusa di aver nascosto documenti o impedito possibili soluzioni per il futuro della società, denunciando il rischio che polemiche e ricostruzioni incomplete possano danneggiare l'immagine del club e la serenità dell'ambiente.

Non manca infine un messaggio rivolto alla tifoseria neroverde. La società riconosce le preoccupazioni dei sostenitori e assicura che ogni passaggio relativo al futuro del club sarà affrontato con responsabilità e trasparenza, ribadendo la disponibilità a confrontarsi con chiunque dimostri affidabilità e reale volontà di contribuire alla crescita del Corato Calcio nel rispetto delle regole.



Redazione



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