“Ciao Alberto, potresti prestarmi 1200 €? Devo pagare urgentemente il notaio e ho problemi con la carta. Te li restituisco stasera”.
Un messaggio breve, diretto, apparentemente innocuo. In realtà è il testo – quasi identico – che nelle ultime ore sta circolando con insistenza anche a Corato, dove diversi cittadini segnalano tentativi di truffa riconducibili al cosiddetto “finto conoscente”.
Il meccanismo è semplice ma estremamente efficace: il truffatore si finge un amico, un collega o un familiare e chiede denaro facendo leva sull’urgenza. Il pretesto è quasi sempre lo stesso – una carta bloccata, un pagamento improvviso dal notaio, un problema bancario – mentre la promessa di restituzione immediata serve ad abbattere le difese della vittima.
L’aspetto che rende questa truffa particolarmente insidiosa è un dettaglio che spiazza molti destinatari: spesso il messaggio arriva davvero dal numero di una persona che abbiamo in rubrica. Nella maggior parte dei casi si tratta di account Whatsapp compromessi, duplicati o finiti nelle mani dei criminali dopo il furto del codice di accesso. Una volta entrati nel profilo, i truffatori contattano l’intera rubrica nel tentativo di ottenere bonifici o ricariche nel minor tempo possibile.
Per difendersi, la regola resta una sola: verificare sempre. Prima di inviare denaro è fondamentale telefonare direttamente alla persona che avrebbe fatto la richiesta, magari su un altro social o su un secondo recapito. Se non si riesce a parlare con il presunto mittente, meglio rimandare qualsiasi pagamento.
Altri campanelli d’allarme sono la richiesta di soldi immediata, il rifiuto di fare una chiamata vocale e l’uso di scuse tecniche come carte non funzionanti o telefoni rotti.
Le segnalazioni in aumento invitano alla prudenza: parlarne con familiari, soprattutto con le persone più anziane, può evitare brutte sorprese. In caso di tentativo di raggiro è consigliabile conservare il messaggio, bloccare il contatto e informare le forze dell’ordine.

