martedė 3 febbraio 2026


Ultimissime:


Cronaca
giovedė, 15  gennaio 2026



12:45:00
Costa Concordia, 14 anni fa il disastro: tra le vittime anche una coratina
Maria D'Introno, trentenne neo sposa trasferitasi a Biella, fu una delle 32 vittime di quel nefasto incidente



Sono passati quattordici anni dal più grave naufragio avvenuto in acque italiane in tempo di pace: quello della Costa Concordia. Era la sera del 13 gennaio 2012 quando la nave da crociera, comandata da Francesco Schettino, urtò contro gli scogli delle “Scole”, davanti all’Isola del Giglio, provocando una tragedia che costò la vita a 32 persone.
 
Tra le vittime c’era anche una giovane coratina, Maria D’Introno, da poco trasferitasi a Biella. La sua storia colpì profondamente l’opinione pubblica nazionale e internazionale: i media la ribattezzarono “la sposina di Biella”. Maria era in viaggio con la famiglia per celebrare una ricorrenza. Tutti riuscirono a salvarsi, tranne lei. Di Maria si persero le tracce nelle ore drammatiche successive al naufragio; il suo corpo fu ritrovato in mare diversi giorni dopo, senza vita.
 
Una morte assurda e dolorosa, che scosse profondamente anche la comunità di Corato. Maria aveva lasciato la sua città per seguire il marito nel Nord Italia, con il desiderio di costruire una famiglia e un futuro sereno. Sogni spezzati improvvisamente sugli scogli dell’Isola del Giglio, a causa di una manovra sconsiderata che portò alla condanna definitiva del comandante Schettino a 16 anni di reclusione.
 
Nell’equipaggio della Costa Concordia c’era anche un’altra cittadina di Corato, l’estetista Antonella Zingaro. Lei riuscì a salvarsi e fu tra coloro che raccontarono i momenti di panico e disperazione vissuti a bordo, testimonianze che rimasero impresse nella memoria collettiva di un Paese intero, incollato davanti alla televisione in attesa di notizie, nella speranza che non ci fossero altre vittime.
 
A quattordici anni da quella notte, noi di Coratonews24.it abbiamo voluto custodire la memoria di Maria D’Introno e di tutte le vittime di quel naufragio, affinché i loro nomi e le loro storie non vengano dimenticati.
 
La memoria è rispetto, è responsabilità collettiva, ed è l’unico modo per dare dignità a vite spezzate troppo presto.


Redazione










Il Comune di Corato tra i finalisti del bando PA OK con il progetto “Corato Vibra”

Venerdì Culturali: al Teatro Comunale una lectio di Francesco Pallante sulla Costituzione italiana