Si intitola “Però se ci va bene” il primo disco di Luka Se, cantautore coratino che ha scelto di raccogliere in sette canzoni gli ultimi anni della propria vita.
Un lavoro profondamente personale, costruito nel tempo e attraversato da gioie, dolori, sacrifici, rinunce, pianti, successi e fallimenti. Esperienze diverse, trasformate in parole e musica e consegnate ora a chi avrà voglia di ascoltarle.
«Non credo di saperlo spiegare nella giusta maniera – racconta Luka – ma qui dentro, in sette canzoni, sono racchiuse tante, forse troppe cose per me. Solo le persone a me più vicine sanno davvero quale significato abbia questo album».
Il percorso è iniziato nel 2022, dopo un concerto e l’incontro con Rachele Di Fiore, figura decisiva nella nascita del progetto.
«Non smetterò mai di ringraziarla», sottolinea Luka. È anche grazie a lei che il cantautore ha potuto lavorare con gli Altarboy, artisti e produttori che hanno collaborato con Levante e Francesca Michielin, e con Marta Venturini, autrice e produttrice che ha firmato diversi brani presentati al Festival di Sanremo e lavorato con artisti come Tiziano Ferro.
Le canzoni sono state prodotte allo Studio Nero di Roma, ambiente che negli anni ha accolto anche alcuni dei nomi più riconoscibili della nuova scena cantautorale italiana, tra cui Coez, Gazzelle e Calcutta.
Proprio in quello studio i brani hanno trovato la loro forma definitiva, dopo un lavoro lungo e spesso complesso. Un percorso fatto di scrittura, produzione, attese e scelte, nel quale Luka ha continuato a credere anche nei momenti meno semplici.
«In questo momento provo un mix di gioia e gratitudine, insieme a una sensazione indefinibile che non mi fa dormire la notte. Da oggi gli ultimi anni della mia vita sono raccontati a tutti, nudi e crudi, senza filtri, disponibili a chiunque abbia voglia di capirmi e magari di ritrovarsi in una parte del mio vissuto».
È questo il cuore di “Però se ci va bene”: la decisione di esporsi, lasciando che pensieri, paure, relazioni e ricordi escano dalla dimensione privata e inizino a vivere anche nell’ascolto degli altri.
La tracklist comprende “Canzone Romantica”, “Romanzo Pulp”, “Nelle metro”, “Ostello”, “Dragonball”, “Però se ci va bene” e “Karaoke”.
Sette titoli che restituiscono un immaginario fatto di sentimenti, città, partenze, nostalgia e riferimenti generazionali. Ogni brano conserva una parte di vissuto e contribuisce a comporre un racconto più ampio, intimo e diretto.
Il titolo del disco sembra racchiudere bene lo spirito con cui Luka ha affrontato questo percorso. C’è l’incertezza di chi sa che la musica non offre garanzie, ma anche la volontà di provarci fino in fondo, accettando il rischio di mostrarsi per quello che si è.
Solo a questo punto entra in gioco anche una considerazione personale.
Conosco Luka da quando eravamo bambini e ho visto, almeno in parte, la strada che lo ha portato fin qui. Per questo osservare oggi quelle canzoni diventare un disco ha un significato particolare.
Dietro l’uscita di “Però se ci va bene” riconosco la determinazione di chi ha continuato a scrivere, cantare e credere nella propria idea anche quando il risultato sembrava distante. Riconosco una sensibilità che oggi ha scelto di mostrare apertamente, senza cercare scorciatoie o protezioni.
Da amico, prima ancora che da addetto ai lavori, sono felice di vederlo arrivare a questo traguardo. Conosco il valore che queste sette canzoni hanno per lui e so quanto sia stato lungo il percorso necessario per trasformarle in un album.
Da oggi appartengono anche a chi le ascolterà. Dentro, però, continueranno a custodire una storia profondamente sua.
L'album disponibile QUI