La vicenda della Fraternità Sacerdotale San Pio X arriva direttamente a Corato. A intervenire è l’arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, Leonardo D’Ascenzo, che ha inviato una comunicazione alla comunità diocesana soffermandosi sulla chiesa Madonna di San Giovanni, situata nell’agro cittadino e utilizzata stabilmente dalla Fraternità.
Il luogo di culto era stato acquistato nei mesi scorsi dalla comunità fondata da monsignor Marcel Lefebvre. Dopo alcuni interventi di recupero, la chiesa era tornata in attività il primo marzo con una celebrazione in latino secondo il rito romano tradizionale.
Ora, però, il quadro è profondamente cambiato. Le recenti consacrazioni di quattro vescovi, celebrate senza l’autorizzazione del Papa, hanno provocato una nuova e durissima frattura con la Santa Sede.
Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha riconosciuto in quelle ordinazioni un atto scismatico. Il vescovo Alfonso de Galarreta, i quattro nuovi vescovi e Bernard Fellay, presente come conconsacrante, sono incorsi nella scomunica prevista dal diritto canonico. Il provvedimento mette inoltre in guardia sacerdoti e laici dall’aderire formalmente alla Fraternità.
Alla luce di queste decisioni, D’Ascenzo ha ritenuto necessario chiarire quali conseguenze possano derivare dalla partecipazione alle attività religiose organizzate nella chiesa coratina.
Secondo quanto stabilito dal Vaticano, i sacerdoti della Fraternità celebrano i sacramenti senza una legittima autorizzazione ecclesiastica. Per la confessione e il matrimonio la questione è ancora più netta: questi due sacramenti, quando amministrati o assistiti dai suoi ministri, non hanno validità per la Chiesa cattolica.
Non significa, però, che chiunque abbia partecipato occasionalmente a una Messa nella chiesa Madonna di San Giovanni sia automaticamente scomunicato. Il provvedimento riguarda i laici che scelgono di aderire formalmente allo scisma, facendo propria la posizione della Fraternità e rompendo consapevolmente la comunione con il Papa e con i vescovi cattolici.
L’arcivescovo invita quindi i fedeli a non prendere parte alle celebrazioni e alle iniziative promosse dalla comunità. Allo stesso tempo, ricorda che sono state previste procedure per accompagnare chi, dopo aver aderito alla Fraternità, voglia tornare nella piena comunione con la Chiesa cattolica.
La presenza della Fraternità San Pio X a Corato assume così una rilevanza che va oltre il recupero e la riapertura di un’antica chiesa di campagna. Il richiamo della diocesi chiarisce infatti che Madonna di San Giovanni non rientra nella rete pastorale della Chiesa locale e che le celebrazioni svolte al suo interno non sono autorizzate dall’arcivescovo.

