La musica come veicolo di pace, la piazza come spazio di coscienza civile. A Corato, ieri sera, il concerto dei Coma Cose è stato preceduto da un momento che ha dato un segno preciso al senso della serata. Sul palco, prima delle note, il sindaco Corrado De Benedittis ha preso la parola davanti a migliaia di persone per lanciare un appello forte: dire no alla guerra, sempre e comunque.
Con tono fermo ha ricordato che «questa piazza, che è una piazza di pace, è frutto di un paese in pace. Non lo dobbiamo dimenticare mai. Ce lo dobbiamo dire con forza soprattutto in considerazione dei tempi che corrono. Questa deriva populista, sovranista nel mondo, soprattutto in Occidente, ci sta consegnando direttamente nelle mani terribili della guerra».
Un passaggio che si è caricato di ulteriore significato con la bandiera Palestinese tra le mani: «Ho ritenuto mio dovere portare qui questa bandiera – ha spiegato –. È il simbolo di un popolo che in questi mesi, in queste settimane, in questi giorni, oggi sta subendo un genocidio scientifico, organizzato. Questa bandiera diventa il simbolo di tutti i popoli oppressi e dello squilibrio planetario. Facciamo in modo che questo concerto, come è nelle intenzioni di questa amministrazione, sia un concerto di pace. No alla guerra e no al genocidio del popolo palestinese».
Parole nette, che hanno trasformato l’attesa di un evento musicale in un momento di riflessione collettiva. La piazza ha accolto l’intervento con un applauso prolungato, a testimonianza di come la cultura, anche attraverso la musica, possa diventare un’occasione per ribadire valori universali: la pace, la giustizia, la libertà dei popoli.