Da Corato al palcoscenico del Teatro Goldoni di Livorno, passando attraverso anni di studio, concorsi, concerti in Italia e all’estero e un percorso artistico costruito attorno al pianoforte. Questa sera, sabato 5 settembre alle 21, Fabio Di Gennaro sarà tra i protagonisti del Livorno Music Festival 2026, chiamato ad affrontare da solista una delle pagine più celebri e delicate di Wolfgang Amadeus Mozart: il Concerto per pianoforte e orchestra n.23 in la maggiore K.488.
Ad accompagnarlo sarà l’Orchestra del Conservatorio Statale di Musica “Pietro Mascagni”, diretta da Lorenzo Sbaffi, in una serata che porterà sul palco del Goldoni anche il violinista Boris Belkin, interprete di fama internazionale, e la giovane violinista Cécile Vonderwahl.
L’appuntamento, intitolato “L’arte del concerto”, è uno degli eventi di punta della sedicesima edizione del Livorno Music Festival and Summer Academy, manifestazione che dal 10 agosto all’8 settembre riunisce in Toscana oltre 250 artisti, tra i quali 70 musicisti di fama internazionale e 116 giovani talenti provenienti da trenta Paesi.
Ed è proprio all’interno di questa dimensione internazionale che si inserisce la presenza di Di Gennaro. Il pianista nato e cresciuto a Corato viene presentato dal Festival tra i giovani solisti scelti per esibirsi insieme all’orchestra del Conservatorio livornese: un riconoscimento che assume un peso particolare considerando il livello degli interpreti e dei docenti coinvolti nella manifestazione.
Per Di Gennaro sarà Mozart a parlare.
Il K.488 venne completato il 2 marzo 1786, in uno dei periodi più intensi della produzione mozartiana, a poche settimane dalla prima de Le nozze di Figaro. Tre movimenti – Allegro, Adagio e Allegro assai – una prova che richiede tecnica, equilibrio e soprattutto capacità interpretativa. Caratteristiche attorno alle quali Di Gennaro ha costruito un percorso iniziato molto presto.
Nato a Corato, ha cominciato a studiare pianoforte all’età di sei anni sotto la guida del maestro Francesco De Santis. Ancora adolescente è entrato al Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, dove ha successivamente studiato con il maestro Pasquale Iannone, conseguendo il diploma con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore.
Negli anni è arrivata una lunga serie di riconoscimenti. Il suo curriculum conta oltre sessanta vittorie e premi in concorsi nazionali e internazionali, tra i quali figurano l’Amigdala di Catania, il Leopoldo Mugnone di Caserta, il Giulio Rospigliosi di Lamporecchio e l’Euterpe di Corato, competizione che lo ha visto più volte protagonista sin dagli anni della formazione.
Proprio Corato ha rappresentato a lungo uno dei punti fermi del suo percorso. Di Gennaro non si è limitato all'attività di interprete, ma ha lavorato anche alla diffusione della cultura musicale attraverso la rassegna “Kronos – appunti e sguardi per leggere i tempi” e il Kronos Piano Festival, progetto nato con l’intento di avvicinare nuovi pubblici alla musica classica e di creare spazi per giovani interpreti.
Un rapporto con la propria città che negli anni si è intrecciato con un’attività concertistica sviluppatasi ben oltre i confini pugliesi. Di Gennaro si è esibito in numerose città italiane e all’estero, con esperienze che lo hanno portato anche ad Anversa e in Messico, tra Città del Messico e Toluca, sia in recital pianistici sia nelle vesti di solista con orchestra.
Alla formazione musicale ha affiancato quella umanistica, conseguendo anche una laurea in Filosofia all’Università di Bari. Un doppio percorso che si riflette nella sua attenzione non soltanto al grande repertorio classico e romantico, ma anche alla musica del Novecento e contemporanea.
Negli ultimi anni questa ricerca è diventata una parte sempre più riconoscibile della sua attività. Nell’agosto 2025, ad esempio, al Barletta Piano Festival ha eseguito in prima assoluta le Variazioni su Antidotum Tarantulae di Nicola Scardicchio, lavoro commissionato dallo stesso festival. Successivamente il suo repertorio ha continuato ad affiancare autori come Haydn, Liszt, Ravel e Albéniz alle pagine di Luciano Berio e di compositori pugliesi contemporanei.
Parallelamente all’attività concertistica, Di Gennaro porta avanti quella didattica. È docente al Liceo Musicale di Messina e prosegue il proprio percorso di perfezionamento in Musica da Camera al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, mantenendo così insieme le due direttrici della sua attività: il palcoscenico e l’insegnamento.
Questa sera, però, sarà nuovamente il palcoscenico a prendersi tutto lo spazio.
Il programma del Goldoni attraverserà due secoli di grande musica. Accanto al Concerto n.23 K.488 affidato a Di Gennaro, verrà eseguito il Concerto n.5 in la maggiore K.219 per violino e orchestra di Mozart, mentre il finale sarà dedicato al Concerto n.1 in sol minore op.26 di Max Bruch. Protagonisti al violino saranno Boris Belkin e Cécile Vonderwahl.
Per il pianista coratino si tratta così di un’altra tappa significativa di un percorso iniziato molti anni fa davanti a una tastiera e progressivamente cresciuto tra studio, insegnamento e attività concertistica.
Grazie a Di Gennaro, per una sera, insieme alle note di Mozart, sul palcoscenico del Livorno Music Festival ci sarà anche un pezzo di Corato.

