Tre determine pubblicate dall’ASL Bari il 20 agosto hanno acceso un interrogativo sulla situazione del personale dell’ospedale “Umberto I” di Corato.
I provvedimenti, numeri 7379, 7380 e 7381, riguardano la liquidazione di prestazioni professionali svolte nel mese di luglio da tre medici in quiescenza: due presso Chirurgia generale e uno in Anestesia.
Si tratta, in sostanza, di professionisti già pensionati che hanno continuato a prestare attività professionale all’interno del presidio coratino e ai quali l’ASL, attraverso le determine, ha liquidato il compenso per il lavoro effettuato.
Un dato che, isolatamente, non permette di parlare di carenza strutturale di personale. L’utilizzo di medici in quiescenza può essere legato a esigenze differenti: assenze, ferie, necessità temporanee, integrazione delle attività o altre scelte organizzative.
È andando indietro nell’Albo Pretorio dell’ASL Bari, però, che la vicenda diventa più interessante.
Provvedimenti analoghi non riguardano soltanto luglio. Nei mesi precedenti compaiono infatti numerose liquidazioni per prestazioni rese da medici in quiescenza all’Umberto I, soprattutto in Chirurgia generale, Anestesia e Medicina interna. La documentazione rintracciabile arriva almeno alla fine del 2025.
Questo non significa che ogni determina corrisponda a un professionista diverso. Gli stessi medici possono comparire in più provvedimenti, perché le prestazioni vengono liquidate mese per mese. Il dato che emerge dagli atti è un altro: il ricorso a questa forma di collaborazione si ripete nel tempo.
Particolarmente significativa è la situazione di Chirurgia generale: il 25 novembre 2025 l’azienda sanitaria ha indetto un concorso per complessivi sette dirigenti medici da destinare a diversi presidi della provincia. Negli atti l’ASL fa espressamente riferimento alla necessità di procedere alla copertura di posti vacanti nelle strutture di Chirurgia generale.
Due di quei posti erano destinati proprio alla UOC di Chirurgia generale dell’ospedale di Corato.
La procedura è poi proseguita e il 16 giugno 2026 sono state approvate le graduatorie relative ai due posti.
Parallelamente, però, le determine continuano a documentare prestazioni effettuate da medici in quiescenza nello stesso reparto, comprese quelle relative al mese di luglio.
Da qui una prima domanda: qual è oggi l’organico effettivo della Chirurgia generale dell’Umberto I?
I due posti messi a concorso sono stati coperti? I vincitori o gli idonei chiamati hanno preso servizio? E, in caso affermativo, per quale ragione continua parallelamente l’utilizzo di professionisti già pensionati?
Tale situazione però va in netto contrasto con la realtà raccontata da ASL Bari: proprio soltanto pochi mesi fa era stata la stessa ASL a raccontare di un ospedale in fase di crescita.
Il 7 aprile 2026, durante il sopralluogo all’Umberto I del direttore generale Luigi Fruscio, accompagnato dalla direttrice medica Maria De Palma e dal sindaco Corrado De Benedittis, furono diffusi i numeri dell’attività svolta nel 2025.
I ricoveri complessivi erano passati da 2.795 a 3.120, mentre le prestazioni ambulatoriali esterne avevano superato quota 506mila. Particolarmente rilevante il dato della Chirurgia: i ricoveri erano saliti da 95 a 344 in un anno.
Un aumento considerevole dell’attività, dunque.
Nello stesso sopralluogo venne presentato anche lo stato dei lavori della nuova struttura di Anestesia e Rianimazione, con otto posti letto di Terapia intensiva. L’ASL spiegò che, una volta completato l’allestimento e acquisito il personale necessario, la nuova struttura avrebbe consentito un importante miglioramento della qualità dell’assistenza.
Ed è proprio questo passaggio a suggerire un’altra domanda: al potenziamento strutturale e all’aumento dell’attività dell’ospedale sta corrispondendo anche un adeguato potenziamento del personale?
Il ricorso a un anestesista in quiescenza anche nel luglio 2026 non costituisce di per sé la prova di una carenza. Ma rende legittimo chiedere quale sia oggi la dotazione di Anestesia e quali siano le esigenze di personale in vista della piena operatività della nuova Rianimazione.
Il tema, del resto, non nasce nel 2026.
Già diversi anni fa la questione degli organici degli ospedali del territorio era al centro del dibattito.
Nel marzo 2017 la stampa locale raccontava le difficoltà dei presidi di Corato e Terlizzi legate alla disponibilità di medici, chirurghi e anestesisti. In quel periodo la scarsità di personale aveva inciso anche sulla possibilità di gestire determinate attività di emergenza-urgenza.
Nel 2018, nel momento in cui la Chirurgia tornava ad essere concentrata a Corato, la stessa ASL segnalava le difficoltà nel garantire contemporaneamente sui due presidi di Corato e Terlizzi équipe chirurgiche e anestesiologiche dedicate alle emergenze.
La questione tornò poi in maniera ancora più netta nel dibattito politico cittadino.
Il 22 aprile 2022 si tenne un Consiglio comunale dedicato alla situazione sociosanitaria del Distretto Corato-Ruvo-Terlizzi. Nei giorni precedenti e successivi alla seduta, sulla stampa locale venivano segnalate difficoltà dell’Umberto I legate anche alla consistenza del personale medico, con particolare attenzione al Pronto soccorso e alla Chirurgia.
Nel Consiglio comunale del 29 novembre 2024, durante una discussione sulla situazione del Pronto soccorso, venne riportata la presenza a Corato di quattro medici a fronte di un organico indicato in nove unità.
Nella risposta, il sindaco De Benedittis sottolineò le difficoltà nel reperimento dei professionisti attraverso i concorsi e allargò espressamente il ragionamento anche ad altre discipline: Medicina d’emergenza, Chirurgia e Anestesia, parlando di criticità di sistema legate al numero insufficiente di medici disponibili rispetto ai posti da coprire.
È un passaggio importante perché dimostra come, ancora alla fine del 2024, il problema della disponibilità di personale medico non fosse estraneo al dibattito istituzionale cittadino.
Da allora, però, sono intervenuti nuovi concorsi, nuove graduatorie, assunzioni e investimenti.
Ed è proprio per questo che oggi servono dati aggiornati.
Quanti dirigenti medici sono previsti e quanti sono effettivamente in servizio nella Chirurgia generale di Corato?
Qual è la dotazione attuale di Anestesia e Rianimazione?
Qual è la situazione di Medicina interna?
I posti messi a concorso sono stati tutti coperti e i professionisti hanno effettivamente preso servizio?
Quanti medici in quiescenza stanno attualmente prestando attività all’Umberto I, con quali incarichi e fino a quando?
E soprattutto: il loro utilizzo serve a coprire carenze di organico oppure risponde ad altre esigenze organizzative?
Non ci sono quindi elementi per parlare di emergenza, né per sostenere che il funzionamento dei reparti dipenda dai professionisti pensionati. Allo stesso modo, on sarebbe corretto stabilire un collegamento automatico tra le criticità denunciate negli anni passati e la situazione attuale.
Ci sono però una serie di atti amministrativi, concorsi per la copertura di posti vacanti, un’attività ospedaliera in crescita e il ricorso reiterato a prestazioni di medici in quiescenza.
Elementi sufficienti, a nostro avviso, per porre una domanda semplice e senza pregiudizi: qual è oggi la reale situazione degli organici dell’ospedale “Umberto I” di Corato?
Una risposta servirebbe innanzitutto ai cittadini. E consentirebbe anche di raccontare con maggiore precisione il lavoro dei professionisti che ogni giorno garantiscono l’attività del presidio.
CoratoNews24 resta a disposizione dell’ASL Bari e della Direzione dell’ospedale “Umberto I” per ospitare e dare adeguato spazio a ogni chiarimento.

