Domani, lunedì 7 settembre, il regista coratino debutterà nel concorso ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia. Proiezione alle 19.30, poi il secondo appuntamento alle 22.30 al PalaBiennale
Corato non è il luogo principale della storia, ambientata tra Bari e Roma, ma è profondamente dentro L’estranea. È nelle rigidità sociali dei primi anni Duemila, nella famiglia borghese che teme di perdere ciò che ha conquistato e nello spaesamento di una ragazza che cerca di sottrarsi alle aspettative costruite su di lei.
Domani, lunedì 7 settembre, quel mondo arriverà nella Sala Grande della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con la firma di Paolo Strippoli, regista e sceneggiatore nato a Corato nel 1993.
La prima proiezione pubblica è in programma alle 19.30, mentre alle 22.30 il film sarà nuovamente presentato al PalaBiennale. Per Strippoli si tratta del debutto nel concorso ufficiale della Mostra, dopo la partecipazione fuori concorso dello scorso anno con La valle dei sorrisi. Un nuovo passaggio in una carriera che, a soli 33 anni, conta già quattro lungometraggi.
Scritto da Strippoli insieme a Salvatore De Chirico, L’estranea è un thriller psicologico di 115 minuti interpretato da Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi.
La storia comincia durante una notte di tempesta, quando Anna si presenta nell’appartamento romano della figlia Alice per confessarle una verità rimasta nascosta per vent’anni. La vicenda della loro famiglia è legata a un patto stretto con una donna sconosciuta e a un segreto che, dopo essere rimasto sepolto per anni, torna a reclamare il proprio prezzo.
Il racconto si muove tra il presente, chiuso nell’appartamento di Alice, e le estati luminose in cui la famiglia Colonna sembrava ricca, felice e inattaccabile. Al centro c’è il desiderio di una madre di proteggere i propri figli e controllarne il destino, fino al punto in cui l’amore rischia di trasformarsi nella causa stessa del dolore.
A raccontare quanto Corato sia presente nel film, pur senza costituirne l’ambientazione principale, è lo stesso Strippoli in una recente intervista concessa a Vanity Fair. «Io non sono di Bari, sono di Corato», precisa il regista, spiegando come lui e De Chirico abbiano attinto al mondo della piccola borghesia industriale pugliese: famiglie che avevano conquistato benessere e posizione sociale e che temevano di poterli perdere.
Sempre nell’intervista pubblicata da Vanity Fair, Strippoli ripercorre la propria adolescenza nella Corato dei primi anni Duemila, segnata dalla scoperta della sessualità e dalla difficoltà di riconoscersi nei desideri dei coetanei. Alle scuole medie faticò a inserirsi, vivendo a lungo una sensazione di rifiuto poi riversata nel personaggio di Alice, interpretato da Romana Maggiora Vergano: «Quel momento di spaesamento che vive Alice l’ho vissuto anch’io».
L’estranea porta quindi a Venezia non una semplice ambientazione pugliese, ma una materia più personale: il rapporto con la famiglia, la pressione del contesto sociale, la ricerca della propria identità e la necessità di allontanarsi per capire chi si vuole diventare.
Prodotto da Propaganda Italia, Rai Cinema e Dinamo Film, con Kazak Productions e Tarantula, il film proseguirà il proprio percorso internazionale al Toronto International Film Festival, dove sarà presentato con il titolo The Spiral nella sezione Midnight Madness. L’arrivo nelle sale italiane è invece fissato per l’8 ottobre con 01 Distribution.
Domani, intanto, sarà il giorno della Sala Grande. Nel primo concorso veneziano di Paolo Strippoli entrerà anche una parte meno visibile di Corato: quella conservata nella memoria di chi vi è cresciuto e ha trasformato spaesamento, famiglia e desiderio di libertà in cinema.