L'evento di punta della rassegna ha trasformato gli spazi della Cantina Terra Maiorum in un grande palcoscenico. Annamaria Addario: «Un'orchestra che mette insieme esperienza, talento e futuro»
Oltre 70 musicisti in un’unica grande orchestra sinfonica, con professori di consolidata esperienza e giovanissimi strumentisti dai 6 ai 25 anni. È stata questa la formula di “Epic Movie Sound”, evento di punta del 26° Festival delle Murge, che ha richiamato diverse centinaia di spettatori alla Cantina Terra Maiorum, anche da altri centri delle province di Bari e Barletta-Andria-Trani.
Una serata in cui la musica è diventata soprattutto un ponte tra generazioni, offrendo ai più giovani la possibilità di condividere prove e palcoscenico con musicisti e docenti di esperienza.
«È stato l’evento di punta di questa ventiseiesima edizione proprio per la sua capacità di coinvolgere in un’unica orchestra professionisti e giovani strumentisti», sottolinea Annamaria Addario, presidente dell’Associazione La Stravaganza. «Per un ragazzo condividere il palcoscenico e l’emozione del concerto con musicisti esperti significa crescere dal punto di vista tecnico, umano e artistico».
A guidare l’ensemble è stato il maestro Fabio Orlando, direttore della GOJ – Giovane Orchestra Ionica, che per l’occasione si è unita all’orchestra della Stravaganza.
«Il maestro Orlando ha sempre creduto nelle potenzialità dei giovani e nella necessità di investire sul loro futuro», prosegue Addario. «La musica richiede preparazione, studio e disciplina, ma anche qualcuno capace di dare fiducia alle nuove generazioni».
Tra le figure di riferimento dell’orchestra anche il violino di spalla Alessandro Fiore, docente dell’Accademia La Stravaganza, la prima viola Paola Rubini, direttore artistico del Festival delle Murge, e il soprano Isalba Bevilacqua, anch’essa docente dell’Accademia.
Suggestiva anche la scelta della location. Il concerto si è svolto in un capannone industriale della Cantina Terra Maiorum, trasformato per una sera da luogo produttivo in spazio dedicato alla musica e alla cultura.
«Vedere un opificio trasformarsi in un luogo di incontro, cultura e bellezza è stato emozionante», aggiunge Addario. «Anche questo appartiene alla filosofia del Festival delle Murge: portare la musica in luoghi diversi e creare nuove occasioni di partecipazione».
La presenza di un pubblico numeroso, arrivato anche dall’hinterland, ha confermato l’interesse per l’iniziativa.
«Desideriamo ringraziare quanti hanno reso possibile questa edizione e, in particolare, l’Amministrazione comunale di Corato, il sindaco, l’assessore alla Cultura Beniamino Marcone e la Regione Puglia per il sostegno assicurato al Festival», conclude Addario. «Investire nella cultura e nei giovani significa investire nel futuro del territorio».