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15:51:00
«Non posso tornare a casa»: lo sfogo dopo l'incendio di via Sant'Elia
A quasi quattro mesi dal rogo del 2 giugno, l'appartamento resta inaccessibile. Tra 25 giorni scadrà anche la sistemazione trovata per i suoi cani: «Cerco una soluzione sostenibile»



Sono trascorsi quasi quattro mesi dall’incendio che il 2 giugno coinvolse una palazzina in via Sant’Elia. Per una giovane donna coinvolta in quella vicenda, però, l’emergenza non è mai realmente terminata.
 
A raccontarlo è lei stessa in un lungo sfogo affidato ai social, nel quale ripercorre quanto vissuto da quella sera e lancia un appello per trovare una nuova sistemazione per sé e per i suoi animali.
 
«Dal 2 giugno non ho più una casa. E oggi rischio di non sapere più dove mettere neanche i miei cani».
 
La giovane donna viveva in uno degli appartamenti dell’immobile interessato dalle conseguenze del rogo. La sua abitazione, racconta, non è stata distrutta dalle fiamme, ma da allora non ha più potuto farvi ritorno a causa del sequestro dell’immobile.
 
«La mia casa è ancora lì. Il mio appartamento non è andato distrutto dalle fiamme. Eppure io non posso viverci».
 
Da quel momento è cominciata una quotidianità fatta di soluzioni provvisorie. Alla necessità di trovare un posto in cui vivere si è aggiunta quella di occuparsi dei suoi cani e dei suoi gatti. In questi mesi, spiega, sono stati soprattutto la famiglia e alcune persone che le sono state vicine ad aiutarla ad affrontare l'emergenza.
 
Sistemazioni che, però, non potevano essere definitive.
 
Adesso si presenta un nuovo problema: il luogo nel quale fino a oggi ha potuto tenere i suoi cani sarà disponibile ancora per venticinque giorni. Poi dovrà lasciare anche quello spazio.
 
«Eccomi qui: senza poter rientrare a casa mia e, tra pochi giorni, senza sapere dove poter sistemare i miei animali».
 
Nel suo sfogo la giovane precisa di non voler chiedere trattamenti di favore e di non voler mettere la propria condizione in competizione con quella delle altre famiglie interessate dall’incendio. Ma, dopo quasi quattro mesi, pone una domanda precisa.
 
«So che per altri nuclei sono state individuate soluzioni abitative, ed è giusto che sia stato fatto. Ma proprio per questo mi domando: perché per me, dopo tutto questo tempo, non è stata individuata alcuna soluzione concreta?».
 
Parole nelle quali trova spazio anche l’amarezza per quello che considera un sostegno insufficiente ricevuto nel corso di questi mesi.
 
«Per quella che è stata la mia esperienza, non ho sentito una presenza reale dell’Amministrazione accanto alla mia situazione. Non ho ricevuto una proposta che mi permettesse di affrontare con un minimo di serenità un’emergenza che non ho scelto e che continua ancora oggi».
 
Mentre l'attesa continua, sottolinea, non si sono fermate né le spese né le responsabilità di tutti i giorni. E soprattutto resta la necessità di garantire un posto sicuro agli animali.
 
Per questo lo sfogo si trasforma in un appello concreto.
 
La giovane cerca un'abitazione nella quale possa vivere insieme ai suoi cani oppure, almeno temporaneamente, uno spazio nel quale poterli ospitare. Non chiede una sistemazione gratuita: è disponibile a sostenere un affitto, purché la cifra sia compatibile con una situazione che ormai si protrae da mesi.
 
La soluzione ideale sarebbe una villetta o comunque un immobile nel quale sia possibile accogliere anche gli animali.
 
«Non chiedo favoritismi. Chiedo di poter tornare ad avere una quotidianità. Chiedo di non dover scegliere tra trovare un tetto per me e trovare un posto per i miei animali. Chiedo che, dopo quasi quattro mesi, qualcuno si occupi concretamente anche della mia situazione».
 
L'appello è quindi rivolto anche a chi, a Corato e nei dintorni, possa disporre di un'abitazione o di uno spazio adeguato e sia disponibile a metterlo a disposizione a un prezzo sostenibile.
 
Ventincinque giorni, adesso, rappresentano la nuova scadenza. Quasi quattro mesi dopo l'incendio di via Sant'Elia, per questa giovane donna la ricerca di una normalità deve ancora ricominciare da un tetto per sé e da un posto sicuro per i suoi animali.


Redazione










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