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Francesco Leone, a tre anni dalla scomparsa il mistero resta aperto
Il 5 giugno 2026 è trascorso il terzo anniversario della scomparsa del 45enne. Il caso, ricordato anche da “Chi l'ha visto?”, resta al centro di nuove verifiche dopo la decisione del gip di non archiviare l'inchiesta



Tre anni senza una voce, una traccia certa, un segnale. Il 5 giugno 2026 ha segnato il terzo anniversario della scomparsa di Francesco Leone, 45 anni, originario di Corato, sparito nel nulla il 5 giugno 2023.
 

A ricordare il caso, anche in questi giorni, è stato il programma di Rai 3 “Chi l’ha visto?”, che negli anni ha continuato a rilanciare appelli e immagini dell’uomo. Il messaggio resta lo stesso: chiunque abbia visto Francesco, o abbia informazioni anche apparentemente marginali sui suoi ultimi spostamenti, può aiutare a ricostruire una vicenda che non ha ancora trovato una risposta definitiva.

Francesco Leone era scomparso da Corato in una mattina di giugno. Secondo le prime ricostruzioni diffuse dai familiari e dagli organi di informazione, era uscito senza documenti, portando con sé il cellulare e il bancomat. Da quel giorno il telefono risulta spento. Le sue ultime tracce sarebbero state collocate nell’area di Trani, nei pressi di una fermata degli autobus.

Al momento della scomparsa Francesco aveva 45 anni, era alto circa un metro e 75, di corporatura magra, con capelli grigi folti. I familiari lo hanno sempre descritto come una persona riservata, schiva, poco incline ad allontanarsi senza avvisare. Per questo, fin dall’inizio, hanno guardato con sospetto all’ipotesi dell’allontanamento volontario.

Nelle settimane successive alla denuncia, le ricerche si concentrarono tra Corato, Trani e i comuni limitrofi. Tra gli elementi finiti all’attenzione degli investigatori ci furono alcuni prelievi effettuati nei giorni precedenti la scomparsa, per un totale di circa mille euro, e alcune telefonate che Francesco avrebbe ricevuto prima di far perdere le proprie tracce. Secondo quanto ricostruito all’epoca, proprio dai contatti telefonici poteva arrivare una chiave per capire se l’uomo fosse stato attirato da qualcuno, se avesse un appuntamento, o se si fosse trovato coinvolto in una situazione non prevista.

Il caso, però, non si è chiuso. Anzi, nell’aprile 2026 è arrivato un passaggio giudiziario decisivo: il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani ha respinto, allo stato, la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura e ha disposto ulteriori accertamenti. La Procura aveva sostenuto l’ipotesi dell’allontanamento volontario; la famiglia, attraverso il proprio legale, si è opposta chiedendo di non lasciare inesplorati alcuni punti ritenuti ancora oscuri.

Tra questi, le tracce segnalate dalle unità cinofile nei pressi delle Grotte di Santa Croce, in territorio di Bisceglie, un’area impervia che secondo la difesa avrebbe meritato ulteriori approfondimenti. Il gip ha chiesto nuove audizioni, verifiche su dispositivi elettronici, controlli su contatti e comunicazioni e accertamenti sulla reale titolarità di alcune utenze telefoniche. Ora altri quattro mesi per approfondire le indagini.

Chiunque abbia informazioni può contattare le forze dell’ordine, chiamando il 112 in caso di urgenza, oppure rivolgersi alla Stazione dei Carabinieri di Corato. È possibile anche contattare la redazione di “Chi l’ha visto?” al numero 06 8262, via email all’indirizzo 8262@rai.it o tramite WhatsApp al 345 313 1987. Per supporto e segnalazioni è attiva anche Penelope Puglia, associazione dei familiari e amici delle persone scomparse, al numero 329 9725717 o all’indirizzo puglia@penelopeitalia.org.

Dopo tre anni, l’appello resta aperto: chi sa qualcosa parli. Anche una notizia ritenuta secondaria può aiutare a rimettere in fila gli ultimi passi di Francesco Leone.



Stefano Procacci



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