Una cittadina denuncia le difficili condizioni vissute nella zona dopo il rogo del 2 giugno: «La quotidianità ha raggiunto livelli inaccettabili»
A un mese dal violento incendio che ha interessato una palazzina di via Sant’Elia, alcuni residenti tornano a chiedere interventi e chiarimenti sulle condizioni dell’area.
Il rogo era divampato nella serata del 2 giugno, sviluppandosi sul terrazzo e coinvolgendo successivamente anche un edificio adiacente. Le operazioni dei vigili del fuoco, rese difficoltose dalle strade strette e dalla presenza di impalcature, erano proseguite per diverse ore. Non si registrarono feriti, ma tre famiglie furono evacuate e sei abitazioni dichiarate temporaneamente inagibili.
Oggi una cittadina che abita di fronte allo stabile segnala la presenza di forti odori, diventati particolarmente intensi con le alte temperature e dopo le recenti piogge.
«Alla puzza di cibo marcio si sono aggiunti mosche, moscerini e altri insetti che entrano continuamente nelle nostre abitazioni», scrive sui social. Una condizione che, secondo la residente, inciderebbe concretamente sulla vivibilità delle case circostanti.
La situazione sarebbe già stata segnalata agli organi competenti. La richiesta avanzata dai cittadini è conoscere quali operazioni siano state programmate e in quali tempi verranno adottate le misure necessarie per la pulizia, la bonifica e il ripristino di condizioni ordinarie nella zona.
«La tutela della salute pubblica e dell’igiene urbana non può diventare un problema secondario – conclude la cittadina –. Chi vive qui ha il diritto di ricevere risposte concrete, non solo di continuare ad aspettare».