Il nuovo regolamento europeo riconosce una soglia più bassa per altre due varietà, ma non per la Coratina. Italia Olivicola chiede un intervento già per la campagna 2026-2027. In gioco la classificazione e la commercializzazione delle produzioni monovarietali
Per un produttore di olio, pochi milligrammi possono fare una differenza enorme. Non necessariamente nel sapore o nella qualità del prodotto, ma nella possibilità di commercializzarlo come extravergine. È quanto sta accadendo attorno alla Coratina, la varietà simbolo dell'olivicoltura del nostro territorio, al centro di una questione normativa che attende ancora una soluzione a livello europeo.
A riportare l'attenzione sull'argomento è Gennaro Sicolo, presidente di Italia Olivicola e del Comitato Consultivo del Consiglio Oleicolo Internazionale, che chiede alle istituzioni italiane di intervenire presso la Commissione europea per accelerare la modifica delle regole sulla commercializzazione dell'olio.
Il problema riguarda gli steroli, sostanze naturalmente presenti nell'olio d'oliva e utilizzate nelle analisi per verificarne l'autenticità. La normativa europea prevede generalmente un contenuto minimo di 1.000 milligrammi per chilogrammo. Alcuni oli ottenuti esclusivamente da olive Coratina possono però presentare valori inferiori, per caratteristiche legate alla varietà, alla maturazione delle olive e alle condizioni di coltivazione.
Il Consiglio Oleicolo Internazionale ha già riconosciuto questa particolarità, introducendo nella propria norma commerciale una soglia di 800 milligrammi per chilogrammo per gli extravergini monovarietali Coratina, Nocellara del Belice e Koroneiki.
Il passaggio successivo, però, non è stato completato.
Il regolamento europeo 2026/2358, pubblicato il 23 ottobre, ha introdotto la soglia ridotta soltanto per Nocellara del Belice e Koroneiki. La Coratina è rimasta fuori dalla modifica perché, secondo quanto ricostruito da Italia Olivicola, la procedura europea era stata avviata prima dell'aggiornamento internazionale che comprendeva anche la cultivar pugliese.
Per i frantoi locali la questione è tutt'altro che teorica. Un lotto di olio monovarietale Coratina con 900 milligrammi di steroli per chilogrammo, pur rispettando eventualmente tutti gli altri requisiti dell'extravergine, non potrebbe oggi beneficiare della deroga europea riconosciuta alle altre due varietà.
È una situazione che può complicare la classificazione del prodotto e le trattative commerciali, soprattutto per chi punta a valorizzare la Coratina in purezza, senza ricorrere a miscele con oli di altre cultivar.
Le eventuali conseguenze economiche dipendono dai risultati delle analisi e dalle caratteristiche dei singoli lotti. Non esiste, dunque, un divieto generalizzato di commercializzazione dell'olio Coratina: il problema riguarda le produzioni che non raggiungono il parametro previsto dalla normativa applicabile.
Per questo Sicolo ritiene necessario un intervento rapido, che consenta ai produttori di beneficiare della soglia di 800 milligrammi già nella fase di commercializzazione della campagna 2026-2027.
Italia Olivicola riferisce di essersi attivata presso la Commissione europea per ottenere un ulteriore aggiornamento del regolamento. La richiesta è rivolta anche alle istituzioni nazionali e alle organizzazioni agricole, chiamate a sostenere il percorso a Bruxelles.
Resta un elemento da chiarire sul piano normativo: il Consiglio Oleicolo Internazionale contempla la soglia ridotta come eccezione, mentre proseguono gli approfondimenti scientifici. Il suo riconoscimento non elimina inoltre la necessità di rispettare gli altri parametri previsti per l'extravergine.
Per il territorio coratino, dove la cultivar rappresenta una componente fondamentale della produzione olivicola, sarà decisivo capire non soltanto quando arriverà l'eventuale modifica europea, ma anche quanti lotti della campagna in corso siano concretamente interessati.
È su questo punto che si misurerà il peso reale della vicenda per aziende agricole e frantoi: evitare che una caratteristica naturale della varietà si traduca in un ostacolo commerciale per un olio autentico.