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giovedì, 28  agosto 2025



15:50:00
Venti milioni per il “Patto di cura”: il Progetto della Regione per i caregivers anche a Corato
Si stima che circa 30 famiglie usufruiranno dell'erogazione



Un budget iniziale di 20 milioni di euro per il biennio 2025-2026, con la possibilità di ulteriori incrementi: è questa la dotazione prevista dalla Regione Puglia per il nuovo Patto di cura, la misura dedicata al sostegno delle famiglie che assistono persone con disabilità gravissima. Con tali risorse si stima di finanziare circa 1.200-1.300 domande a livello regionale.

A Corato saranno circa 30 le famiglie che potranno beneficiare del sostegno.

Nell’ultima edizione, tuttavia, i numeri hanno mostrato una certa disparità: in diversi ambiti territoriali le domande effettivamente presentate e finanziate sono state inferiori alle risorse disponibili, mentre la misura parallela, quella del sostegno familiare (che remunera il familiare caregiver senza contratto), ha registrato un boom di richieste.

Questa differenza mette in luce un nodo culturale ancora irrisolto: la scarsa diffusione della figura del caregiver professionale. Molte famiglie, per abitudine o per pregiudizio, preferiscono farsi carico direttamente dell’assistenza, percependo il ricorso a un assistente contrattualizzato come un “abbandono” del proprio caro o un ruolo riservato a manodopera marginalizzata.

Eppure, il trend demografico parla chiaro: l’invecchiamento della popolazione e il crescente numero di persone non autosufficienti rendono sempre più urgente un cambio di paradigma. La cura non può più essere solo un compito familiare, ma deve diventare una professione riconosciuta, dignitosa e regolamentata.

Il Patto di cura, infatti, consente alle famiglie di scegliere direttamente l’assistente e stipulare un contratto regolare. In alternativa, è possibile rivolgersi a un’agenzia per il lavoro accreditata: in questo caso il contributo regionale sale da 1.200 a 1.250 euro mensili per 16 mensilità, raggiungendo i 20.000 euro complessivi.

Un incentivo pensato per ridurre il lavoro sommerso che ancora domina il settore del cosiddetto “badantato” e per promuovere strumenti di intermediazione formale. In quest’ottica, la Regione Puglia ha avviato una collaborazione con Arpal, l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro, così da favorire l’incontro tra domanda e offerta in un settore che necessita di maggiore strutturazione.

«È tempo di riconoscere all’assistenza il valore che merita – dichiara l’assessore al Welfare Felice Addario – sia per chi ne beneficia, sia per chi la presta. Non si tratta di sostituire il ruolo affettivo delle famiglie, ma di garantire un supporto professionale, stabile e dignitoso, capace di rispondere alle sfide del futuro».

Il Patto di cura diventa così non solo uno strumento economico, ma anche un investimento culturale e sociale, volto a costruire un modello di assistenza più equo, regolare e sostenibile.

 


Stefano Procacci



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